REVIEW PARTY


AQUILA EBREA

DI SEBASTIAN HIDALGO








Titolo: Aquila ebrea

Autore: Sebastian Hidalgo

Genere: Romanzo storico

Casa Editrice: Writers Editor

Pagine: 380

Prezzo cartaceo: 20.00 €

Data di uscita: febbraio 2019

TRAMA     

Klara Bergmann, ex giornalista ebrea, nascosta dietro una libreria è costretta a vedere uccidere a sangue freddo suo nonno per mano di un soldato nazista. 

Da quel momento in poi per la giovane donna inizia un’odissea che la porterà, grazie all’aiuto della famiglia Klein, ad attraversare la Germania per rifugiarsi a Varsavia. Ma ben presto la tranquillità svanisce. L’ombra del nazismo incombe su tutta l’Europa, e Klara non è al sicuro. Sola e costretta nuovamente a fuggire in un mondo dilaniato dalla guerra, riuscirà a trovare la salvezza? 

Johannes Neumann è un soldato di alto rango delle SS. La sua nota crudeltà, la sua amicizia stretta con Himmler ed un legame ossessivo e quasi morboso con Adolf Hitler, lo hanno portato in alto: nel campo di Dachau, l’unica vera autorità è la sua, incrollabile quanto la sua fede nel Reich e nel Mein Kampf . Eppure, assistere alla distruzione di Varsavia e l’arrivo di una notizia sconvolgente metteranno alla prova il suo mondo, costringendolo a porsi quella domanda che, prima o poi, perseguita ognuno di noi: chi sono veramente? 

Sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, le loro strade si avvicineranno più volte senza mai incrociarsi, fino ad un epilogo in cui tutto perde importanza e sopravvivere è l’unica opzione.

INFO AUTORE

Sebastian Hidalgo, all’anagrafe Sebastian De Gesù Di Pietro Hidalgo, nasce nel 1995 in Venezuela, dove vive e studia finché, nel 2005, la sua famiglia si vede costretta a lasciare il Paese a causa della persecuzione politica del regime di Hugo Chavez che, violando la segretezza del diritto di voto, aveva messo in atto rappresaglie contro tutti i cittadini che avessero firmato contro il suo governo in un referendum. 
Si trasferisce così in Italia, a Riva del Garda, nel 2005, e lì frequenta elementari, medie e liceo linguistico.  

Nel 2012 pubblica con Keltia il suo primo romanzo storico “Phree Massen – I Figli della Luce”, scritto nel 2010, che viene lanciato al Salone del Libro di Torino e presentato su “Time House – Il Tempo della Scienza”, programma condotto da Alessandro Cecchi Paone in diretta su TGcom24, Mediaset. Quello stesso anno entra a fare parte dell’Ordine Internazionale di DeMolay, un ordine cavalleresco per ragazzi, nel capitolo Fidelitas di Milano: in quest’organizzazione diventa prima Maestro Consigliere Nazionale della Giurisdizione Italiana, e successivamente Gran Comandante della Corte degli Chevalier. 
Nel 2013 partecipa al corso COTIPSO (Certificate of Training in Peace Support Operations) con l’istituto Ecole Universitaire Internationale, e ne completa unicamente la prima parte ottenendo il certificato in “Negoziazione di Ostaggi”, e finisce di scrivere “Aquila Ebrea”, il suo secondo romanzo storico. 
Nel 2014 consegue il diploma di liceo linguistico ed intraprende gli studi presso l’Università degli Studi di Trento, e nel corso del percorso universitario scrive il suo terzo romanzo, l’opera di fantascienza “Kepler 452-B”, che vince una menzione d’onore al concorso Letteratura è Mondo indetto da Caffé Orchidea.
Consegue la laurea in Studi Internazionali nel 2017, stesso anno in cui entra a far parte del Grande Oriente d’Italia e firma un contratto per il suo romanzo “Aquila Ebrea” con la Writers Editor
Attualmente vive a Tenno, in provincia di Trento, dove si dedica alla scrittura.
Nel 2010 scrive il suo primo romanzo, Phree Massen – I Figli della Luce, che pubblica nel 2012 e che presenta quello stesso anno nel programma “Time House – Il Tempo della Scienza”, condotto da Alessandro Cecchi Paone su TGcom24, Mediaset.  
Nel 2017 si laurea in Studi Internazionali all’Università degli Studi di Trento, è membro attivo del Grande Oriente d’Italia ed attualmente si dedica all’attività di scrittura. 

RECENSIONE

Questo libro mi è piaciuto tantissimo, una volta l’anno leggo sempre questo genere di libri che tratta il tema della Shoah durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il romanzo è tratta da storie vere come scrive Sebastian Hildago nei ringraziamenti e postfazione nel quale mi sono trovata in completo accordo con l’autore.
E’ stato straziante e doloroso leggere nonostante io sia abituata all’ambientazione e la tipologia del romanzo. Sarà che mi sono trovata in un momento molto sensibile della mia vita e quindi certi passaggi erano particolarmente dolorosi e angoscianti, mi hanno fatto riflettere attentamente sul senso della vita.
Nel libro è palpabile quell’ansia e quella smania di sopravvivenza che hanno avuto gli ebrei rinchiusi nei vari campi di concentramento, convivendo con il pensiero della morte che gravava ogni giorno su ognuno di loro durante la loro prigionia come una spada di Damocle.
Il cambiamento di Joannes poi è strabiliante nel corso della storia, da odiarlo profondamente dopo ho provato quasi gioia nel vedere come voleva cercare di riscattare la sua coscienza da tutto il male e i morti provocati a tutti i prigionieri durante tutti gli anni come comandante nel campo di Dachau.
Klara con Joannes riesce ad aprirsi a qualcuno di quasi sconosciuto dopo la violenza, anche se questo punto può essere facilmente discutibile, in quanto è vero che la situazione estrema nel quale si trovava può averla portata a lasciarsi andare, vedendo qualcosa di buono in fondo a quell’uomo brutale e avido di fama e potere qual’era Joannes accendendo in lei la speranza di una salvezza e di un futuro.
Il libro mi è piaciuto tantissimo, avrei voluto avere altre informazioni in più su alcuni punti del romanzo, nonostante la fine dei protagonisti non sia delle più rosee, ma purtroppo quel periodo non lo è stato per la storia dell’umanità, ma come è giusto che sia deve essere ricordato sempre.

Il libro è da 8 stelle.

Un abbraccio da Peggy.


Commenti

Post popolari in questo blog

Recensione "Parigi è sempre una buona idea" di Nicolas Barreau