REVIEW PARTY

IL KAMIKAZE DI CELLOPHANE DI 
FERDINANDO SALAMINO









Titolo: Il kamikaze di cellophane

Autore: Ferdinando Salamino

Genere: Noir psicologico

Pagine: 208

Prezzo cartaceo: 13,60€

Data pubblicazione:18 aprile 2019

Editore: Prospero Editori



TRAMA

Cosa può trasformare un ragazzino mite e amante dei libri in un killer implacabile?
Cresciuto all’ombra di un padre violento, umiliato dai compagni di scuola e rinchiuso per quasi tre anni in un ospedale psichiatrico, Michele Sabella è sopravvissuto aggrappandosi all’amore per Elena, una paziente anoressica conosciuta in istituto.
Quando Elena tenta il suicidio, Michele decide di dare la caccia al carnefice silenzioso che la sta spingendo oltre la soglia della follia.
Per farlo, dovrà liberare i propri “demoni di cellophane” e abbandonarsi alla violenza dalla quale era sempre fuggito.
Un noir psicologico che accompagna il lettore al confine tra bene e male, vendetta e perdono, sanità mentale e follia.
Se nessuno può essere assolto, ha davvero senso condannare?
RECENSIONE
Volevo ringraziare l’autore di avermi dato la possibilità di leggere in anteprima il suo libro e a Michela che ha organizzato il review party.
Premetto che un noir psicologico non lo leggevo da parecchio dato che ha bisogno di una certa attenzione per capire bene tutti i passaggi senza perdersi strada facendo.
Io l’ho letto a singhiozzo non perché non mi piacesse, ma ultimamente sto avendo ahimè pochissimo tempo per leggere.
La scrittura è fluida er si alterna la narrazione presente e passata dei ricordi del protagonista Michele un ragazzo di 17 anni che vuole commettere l’omicidio perfetto senza lasciare tracce.
Viene rinchiuso in un centro di salute mentale perché sia i suoi genitori che i professori notano comportamenti strani del ragazzo.
Il conflitto familiare emerge con forza ed è il punto focale dello sviluppo della poca stabilità psico-emotiva del ragazzo , in quanto gli eventi della poca affinità e violenza del padre nei suoi confronti e in quella della mamma che subisce passivamente l’abbiano portato a meditare a compiere questo omicidio.
Il contesto familiare è importantissimo per la crescita di un bambino, che poi diventerà un ragazzo quindi Michele prova odio e risentimento verso il padre e verso se stesso che non riesce ad aiutare la madre a uscirne fuori da quella situazione schiacciante nella quale si trovano.
Poi nel centro e nei gruppi di sostegno psicologico incontra Elena la causa infine scatenante di questo desiderio di omicidio.
Come romanzo d’esordio è una bella storia che vi consiglio di leggere se cercate qualcosa di intricato come la mente umana.
In complesso il libro mi è piaciuto e do 7 stelle.
Un bacio a tutti Peggy.

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